La fine dell'era imperiale antidemocratica... di Fabio Fiorina

Pubblicato il 30 gennaio 2025 alle ore 17:43

Molti, l'insediamento di Trump, lo recepiscono come la fine di un tempo libero a favore di un concetto imperialista e antidemocratico. Le misure con cui ci siamo misurati in questi ultimi anni, ci dovrebbero far pensare al contrario e cioè, l'inizio di un modernariato paritario in cui i cittadini di ogni categoria, possano livellarsi, utilizzando le nuove tecnologie messe a disposizione dalle nuove tendenze.  La tecnocrazia salita al potere con Trump balla sulle ceneri di due culture, quella liberal-borghese e quella proletaria. Gli ex proletari, oggi, fanno da coro ai nuovi padroni miliardari, che non c’entrano niente con la borghesia (non c’entrano niente con la democrazia) e non c’entrano tanto nemmeno con il capitalismo così come lo si è conosciuto fino a qui. Trump livella la società politica ed economica, combattendo lobby radicate da sempre. Il presidente lavora a braccetto con la tecnocrazia per tentare di bloccare la vera minaccia per l'umanità: la finta democrazia imperialista medio alta borghese. Donald Trump presenta un programma anti distruzione, la base di un concetto normalizzatore che porterà, le nazioni e l'organizzazione delle nazioni unite, a pensare a un distacco dalle lobby politiche, militari e assicurative. Forse, in questo programma, l'Italia riuscirà a scollegarsi dalla forza della massoneria deviata e deviante, dalla massoneria militare, dalla massoneria farmaceutica ma soprattutto riuscirà, attraverso una profonda dispersione di sangue pubblico, a distaccarsi da quella massoneria religiosa che guida le tendenze di molti mercati occulti. Il tempo e l'autorità del progresso non ci consente più di tirare le redini al mondo nuovo che avanza e se la tecnocrazia post Biden porterà benefici e progressi sperati forse, la speranza per nuovi campi, nel settore della ricerca e del lavoro si aprirà a nuovi concetti. 

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