Mille Balene di Fabio Fiorina: il più bel romanzo marinaresco degli ultimi anni

Pubblicato il 9 febbraio 2025 alle ore 21:29

Un romanzo unico nel suo genere. Fabio Fiorina arriva a livelli sublimi di poesia e sofferenza, arriva nelle profondità della sua anima e romanza una poesia interminabile. La sua poetica è unica e riconoscibile e senza compromessi. Gioca con la sua anima e la sua vita, raccontandola attraverso nomi che hanno creato la sua adolescenza: Borg, McEnroe, Knopfler, Connors… Un viaggio in una baleriena come metafora di vita o della propria vita. Nulla è scontato e la poetica è avvolgente. Il dolore e la paura infantile, il desiderio di rivalsa e la scoperta di chi è realmente. Fabio Fiorina non copia i grandi del passato, la sua scrittura è originale e non cade mai in ovvietà o imitazioni. Ambientato nel Delawere del 1700 circa, il romanzo ingloba storie vere come quella di Sam Bellamy ma rispettando l’idea di una possibile autobiografia. Ottimo lavoro! Anche se edito da Tilt Corporate, Fabio Fiorina sceglie il mercato online puntando totalmente sulla validità del prodotto.

Un’autobiografia in metafora?

 

...Mi chiamo Geremia Picott, sono nato nel 1700 a Lewes nel Delaware. Ho vissuto in mare quasi tutta la vita, e ora, al termine dei miei giorni, ormai alla soglia dei novant’anni, vi racconterò di fatti avvenuti tra i lamenti del mare e gli scricchiolii della Thousand Whales: la mia baleniera. Fatti tatuati nelle mie vene, nella mia anima e in quelle dei miei compagni di avventura, gli sfregiati delle onde. Mai dimenticherò i loro volti, le loro voci e le loro grida. Maldestra è la notte che si presenta con i suoi scheletri vestiti di nero, fantasmi tintinnanti di sangue e pregiudizio. Perseguitatori di anime e vagabondi su bare di legno ricavato dalla quercia, duro come duri sono i peccati che vengono a sputarti in faccia, nelle notti velenose e puzzolenti di mare in tempesta. Sono qui, al buio della mia lampada ad olio, nel silenzio fragoroso della mia notte, svegliato dall’ennesima voce del sonno: “Geremia!!! Geremia dente di squalo… Geremia l’assassino!!! Geremia…”. Asfissiato mi sveglio nelle vesti sudate di angoscia, vergato senza rifugio nei meandri infami dei ricordi. Puzzano di vomito e birra rafferma, tutti i vecchi pensieri che rimangono a galla della mia melma notturna. Vestiti da cacciatori invisibili mi scherniscono con lampi di abbagliante spergiuro e menzogna. Vogliono il mio orrore, vogliono il mio supplizio, vogliono che il mio specchio ricordi tutti i segni lasciati nella mia e altrui carne… chi siete voi per giudicarmi? Voi che l’unica cosa che fate è strappare dalla mia pelle i segni del mio orgoglio!!! Io non lessi mai di regole su cui poggia la vostra esistenza. L’uni…ca... cosa che… po… sso gri…darvi in que… sto affanno è… lascia… lascia… temi vivere!!! Ansimare è segno di debolezza caro Geremia, respira profondamente, non perdere la bussola vecchio lupo di mare. Loro vogliono giocare con te è così sia, la sfida delle sfide, io contro i ricordi funesti di fantasmi di vita e di morte...

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