La rivoluzione mediatica by Bergoglio… di Fabio Fiorina

Pubblicato il 13 febbraio 2025 alle ore 13:25

La rivoluzione mediatica di Bergoglio è impattante e irrompe attraverso canali strategici e fortemente influenzanti. Bergoglio non si ferma alla forza che riesce a trasmettere da casa Fazio bensì, in modo sempre ben organizzato irrompe in pieno Sanremo. Il Papa sa che le parole dette attraverso il Festival valgono il doppio, primo perché attraverso il Festival stesso l’autorevolezza prende forma, non si sa per quale motivo ma, in ogni tempo, ogni cosa detta attraverso il Festival canoro prende forza e storia, il secondo motivo è legato alla autenticità del messaggio e alla sua forza impattante che prende forza nella cronologia ben organizzata. In questi giorni si parla di un Carlo Conti preso alla sprovvista ma, in realtà, per esperienza diretta, tutto quello che accade a Sanremo non è mai casuale, figuriamoci un intervento del Papa. Un video di questo tipo ha bisogno di consensi, organizzazione, accordi bilaterali, strategia divulgativa, strategia mediatica, social, mazzette, scaletta (infatti è infilato prima della cantante israeliana), revisioni e infine il Festival stesso. Lo smarrimento di Conti assomiglia alle improvvisate alla Pippo Baudo, del resto Baudo ha fatto la storia di Sanremo. Il Papa nel suo messaggio riporta l’attenzione a tutti quei bambini martoriati dalla guerra di ogni tipo ma soprattutto quella israeliana, in cui i bambini vengono massacrati come principio fondamentale di una pulizia etnica ben organizzata da Sion, Stati Uniti e “simpatizzanti di confessioni diverse”, a buon intenditor poche parole.

“La musica è bellezza, la musica è strumento di pace. È una lingua che tutti i popoli, in diversi modi, parlano e raggiunge il cuore di tutti. La musica può aiutare la convivenza dei popoli. Le guerre distruggono i bambini. Non dimentichiamo mai che la guerra è sempre una sconfitta. Quello che desidero di più”, confida il Papa, è “vedere chi si è odiato stringersi la mano, abbracciarsi e dire con la vita, la musica e il canto: la pace è possibile!. Oggi tu lo stai facendo e lo stai facendo dire attraverso la musica”, dice a Carlo Conti. La musica può aprire il cuore all’armonia, alla gioia dello stare insieme, con un linguaggio comune e di comprensione facendoci impegnare per un mondo più giusto e fraterno”. È inutile ricordare che queste parole, oltre ad essere rivolte a tutto il mondo della comunicazione, sono rivolte anche ai politici italiani, come sempre attenti a quello che accade politicamente nell’evento sanremese. Il cattolicese del Papa è sempre meraviglioso! Il suo continuo parlare a nuora che suocera intenda è di una eleganza e precisione unica.

Le parole di Papa Francesco sono state accolte da un fragoroso applauso dal palco alla platea, con il pubblico alzatosi in piedi. Carlo Conti aveva introdotto la sorpresa video spiegando di aver scritto al Pontefice per metterlo al corrente di “questo momento dedicato alla pace”, il duetto di Noa e Mira Awad. “È una persona che è nel cuore di tutti noi e che alza spesso la voce, grida al mondo per richiamare la pace. Io ho scritto se poteva mandare un suo pensiero per introdurre questo momento, ha fatto qualcosa di più...”, ha detto il presentatore. Per due volte ha ripetuto “grazie Santo Padre” alla conclusione del filmato. Quindi, sarebbe opportuno che le vostre fake news sulla contraria presa di posizione di Conti siano rielaborate… nulla accade se il Papa non vuole e soprattutto, nulla accade che Sanremo non voglia per Sanremo.

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