Le condizioni del Papa sono pessime... di Fabio Fiorina

Pubblicato il 23 febbraio 2025 alle ore 13:45

Le condizioni di Papa Francesco sono pessime. Alla sua età una polmonite bilaterale curata con cortisone e ossigeno ad alti flussi è cosa difficile da superare. La sala stampa vaticana fa il suo lavoro nascondendo le reali condizioni del Papa. Come sempre riferisce che il Santo Padre ha passato una notte tranquilla... e vorrei vedere il contrario dopo una crisi respiratoria, sarà stato sicuramente sedato e messo sotto ossigeno ad alti flussi, questo trapela da fonti molto più attendibili della sala stampa vaticana, troppo impegnata anche a tenere a bada le dispute tra fazioni e correnti in vista di un nuovo conclave. Le redini di Papa Francesco, accompagnate dal poco fiato sono a favore del lato progressista della Chiesa romana, il problema è che una volta andato e aperti i cancelli i buoi scappano facilmente e per riprenderli sarà un'azione complicata, per pochi direi. I movimenti della Chiesa conservatrice si fanno già sentire, mentre il Papa combatte con le crisi respiratorie, le congregazioni episcopali statunitensi e africane cominciano a tessere la trama a favore della corrente conservatrice italiana favorendo Gerhard Muller. 

I progressisti...

Le Figure chiave per i progressisti attualmente note nella curia romana, sono i cardinali Pietro Parolin e Matteo Maria Zuppi ma non sono i soli e per quanto influenti nelle rispettive correnti, probabilmente non sono realmente “papabili” ma utili per arrivare ad altre soluzioni geopolitiche.

La curia vaticana

La curia vaticana, o romana, è un centro di potere politico di rilevanza globale e sebbene il Papa sia il monarca assoluto dello Stato Vaticano e della Chiesa, non ha in realtà quasi nessun controllo su ciò che fanno i membri della curia, sulla carta il potere del Papa è totale, ma, all’atto pratico, non ha il tempo materiale per assicurarsi che migliaia di funzionari vaticani, operino come “il Papa comanda” e anzi, nella maggior parte dei casi, questi funzionari sono legati a specifici Cardinali che indicano allo stesso Santo Padre, possibili nuovi candidati.

Ad oggi la curia romana sembra essere prevalentemente progressista, e la maggior parte dei 138 membri elettori del collegio cardinalizio sono stati nominati da papa Francesco. Possiamo quindi dire che il Papa abbia mosso da tempo i fili per un successore progressista. Quindi chi sono i possibili papabili progressisti? Molti prenderebbero in considerazione i cardinali più fedeli e vicini a Bergoglio per avere una continuità politica. Quindi si potrebbero anche fare nomi tipo:

 

  • Jean-Claude Hollerich, arcivescovo del Lussemburgo, favorevole a una revisione del Catechismo sull’omosessualità.
  • Sérgio da Rocha, arcivescovo metropolita di São Salvador da Bahia.
  • Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, la cui comunità ha chiesto l’abolizione del celibato sacerdotale e l’ordinazione delle donne.

 

Molti di loro fanno parte del C9, il Consiglio dei cardinali creato da Papa Francesco, che lo supporta nel governo della Chiesa.

Ma accanto a questa corrente, esistono altri profili considerati papabili, tra cui:

 

  • Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, noto per il suo operato in Medio Oriente.
  • Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, diplomatico di lungo corso.
  • Luis Antonio Tagle, cardinale filippino e arcivescovo di Manila, molto vicino alle posizioni del Papa.
  • Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, tra i più in vista nel panorama ecclesiastico italiano.

Zuppi è in assoluto il cardinale più progressista tra i papabili e il più radicale seguace di Papa Francesco tra di loro ma non è l'unico. Questo, però, potrebbe essere soltanto uno specchietto per le allodole, la mia esperienza diretta mi fa pensare ad un possibile equilibratore capace sia di strizzare l'occhio ai progressisti, per attuare le dovute riforme bergogliane ma senza inquietare la Chiesa più ortodossa. 

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